Statuto del Contribuente

Statuto del Contribuente
STATUTO DEI DIRITTI DEL CONTRIBUENTE E DISCIPLINA DELLE ENTRATE TRIBUTARIE
(approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n° 53 in data 19.12.2001)


Indice
Art. 1 – Oggetto e finalità del Regolamento
TITOLO I – COLLABORAZIONE TRA AMMINISTRAZIONE E CONTRIBUENTE TUTELA DELLA BUONA FEDE
Art. 2 – Principio di collaborazione
Art. 3 – Tutela della buona fede
Art. 4 – Violazioni formali
TITOLO II -SEMPLIFICAZIONE DEGLI ADEMPIMENTI TRIBUTARI E CONOSCENZA DEGLI ATTI
Art. 5 – Esercizio della autonomia regolamentare comunale
Art. 6 – Richieste di documentazioni o informazioni ed accessi
Art. 7 – Modelli di dichiarazione e di comunicazione
TITOLO III – TUTELA DELLA INTEGRITA’ PATRIMONIALE
Art. 8 – Dichiarazioni e comunicazioni per via telematica
Art. 9 – Compensazione d’ufficio
Art. 10 – Compensazione a richiesta del contribuente
Art. 11 – Modalità di compensazione
Art. 12 – Accollo e fideiussioni
TITOLO IV – DIRITTO ALL’INFORMAZIONE
Art. 13 – Conoscenza degli atti
Art. 14 – Regolamenti e tariffe
Art. 15 – Informazioni legislative
Art. 16 – Diritto all’accesso
Art. 17 – Garante del contribuente
TITOLO V – DISCIPLINA DELLE ENTRATE
Art. 18 – Definizione delle entrate
Art. 19 – Regolamentazione delle entrate
Art. 20 – Determinazione delle aliquote, dei canoni, delle tariffe
Art. 21 – Forme di gestione delle entrate
Art 22 – Soggetti responsabili delle entrate
Art. 23 – Attività di verifica e di controllo
Art. 24 – Attività di liquidazione delle entrate tributarie o patrimoniali
Art. 25 – Attività di accertamento e rettifica delle entrate tributarie e patrimoniali
Art. 26 – Sanzioni
Art. 27 – Tutela giudiziaria
TITOLO VI – PROCEDIMENTO TRIBUTARIO
Art. 28 – Requisiti degli atti tributari
Art. 29 – Forme di riscossione volontaria
Art. 30 – Forme di riscossione coattiva
Art. 31 – Autotutela
Art. 32 – Accertamento con adesione
Art. 33 – Accertamento con adesione su iniziativa dell’Ufficio
Art. 34 – Accertamento con adesione su iniziativa del contribuente
Art. 35 – Definizione mediante accertamento con adesione
Art. 36 – Adesione agli atti di imposizione
Art. 37 – Ricorso amministrativo
Art. 38 – Controlli
Art. 39 – Diritto di interpello
Art. 40 – Entrata in vigore.
 
Art. 1 – Oggetto e finalità del Regolamento
1. Il presente Regolamento ha per oggetto la disciplina generale di tutte le entrate proprie del Comune, sia tributarie che patrimoniali, con esclusione dei trasferimenti erariali, regionali e provinciali, in conformità ai principi dettati dalla normativa di legge in materia, in particolare dal Testo unico degli enti locali ( D.Lg.vo 267/2000) e dal D.Lgs. 15/12/1997, n. 446, e successive modificazioni ed integrazioni.
2. Le disposizioni del Regolamento sono volte:
- a definire i rapporti tra l’amministrazione ed il contribuente in materia tributaria.
- ad individuare le entrate, a dettare principi per la determinazione delle aliquote dei tributi, dei canoni, delle tariffe e dei prezzi dei servizi, a disciplinare le attività di liquidazione, di accertamento, di riscossione, di contenzioso, di determinazione ed applicazione delle sanzioni, nonché a specificare le procedure, le competenze degli uffici e le forme di gestione.
3. Nel caso di concessione in appalto della gestione di entrate tributarie o patrimoniali, la Ditta concessionaria è tenuta ad attenersi alle disposizioni contenute nel presente regolamento. Il funzionario responsabile dell’ufficio o del servizio competente è tenuto a vigilare sul puntuale rispetto del regolamento da parte del concessionario ed a segnalare alla giunta Comunale eventuali irregolarità riscontrate.
TITOLO I
Collaborazione tra amministrazione e contribuente tutela della buona fede

Art .2 – Principio di collaborazione
1. I rapporti tra contribuente e comune sono improntati al principio della collaborazione e della buona fede.
2. L’ufficio comunale, sulla base delle risorse disponibili, adotta le iniziative opportune per prestare al contribuente assistenza nell’adempimento delle obbligazioni tributarie, ivi compreso, ove possibile, l’invio a domicilio dei documenti di pagamento per i versamenti volontari, corredati delle relative istruzioni.
3. Nelle attività di controllo e liquidazione l’ufficio comunale, prima di emettere i relativi atti, invita il contribuente a fare ricorso al ravvedimento operoso, se nei termini previsti dall’art. 13 del D.Lgs. 18.12.1997 n. 472 e successive modificazioni.
Art. 3 – Tutela della buona fede
1. Non sono irrogate sanzioni né applicati interessi moratori nel caso in cui il comportamento del contribuente sia stato posto in essere a seguito di ritardi, omissioni od errori del Comune o di altra pubblica amministrazione.
2. Non è punibile la violazione dipendente da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull’ambito di applicazione della norma violata.
3. Non sono irrogate sanzioni, né applicati interessi nel caso in cui il contribuente si sia conformato ad indicazioni contenute in atti dell’amministrazione finanziaria o del comune, ancorché successivamente modificati.
Art. 4 – Violazioni formali
1. Non sono irrogate sanzioni quando la violazione non arreca pregiudizio all’esercizio delle azioni di controllo e non incide sulla determinazione della base imponibile e sul versamento del tributo.
2. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche alle violazioni formali commesse prima dell’entrata in vigore della presente carta dei diritti del contribuente ed accertate successivamente.
TITOLO II
Semplificazione degli adempimenti tributari e conoscenza degli atti

Art. 5 – Esercizio della autonomia regolamentare comunale
1. Nell’esercizio della propria autonomia regolamentare, il Comune rispetta il principio che le obbligazioni tributarie comunali devono esser assolte con il minor numero di adempimenti possibili e nelle forme meno onerose e più agevoli per il contribuente.
2. Rientra nel principio di cui al primo comma il rispetto della maggiore uniformità possibile degli adempimenti posti a carico dei contribuenti dei comuni sul territorio nazionale, al fine di favorirne la informazione.
Art. 6 – Richieste di documentazioni o informazioni ed accessi
1. Al contribuente non possono essere richiesti documenti ed informazioni già in possesso del Comune o di altre amministrazioni pubbliche indicate dal contribuente ed, in particolare, è fatto divieto di richiedere atti catastali e documenti ed informazioni già acquisiti dal comune per altre finalità.
2. I documenti non reperibili d’ufficio, secondo le modalità previste dal precedente comma, possono essere richiesti al contribuente. Può essere richiesto altresì la compilazione di appositi questionari.
3. Qualora la documentazione prodotta e/o già in possesso dall’amministrazione non sia sufficiente alla conclusione del procedimento tributario, il comune può procedere a sopralluoghi e verifiche presso l’immobile oggetto del tributo, nel rispetto dei principi fissati dalla legge, in particolare osservando la seguente procedura:
  • avviso preventivo al soggetto interessato,
  • accordo su data e ora in cui dovrà svolgersi il sopralluogo,
- dopo il sopralluogo, le risultanze verranno redatte su apposito verbale, con facoltà di sottoscrizione da parte del contribuente medesimo.
4. Gli atti emessi sulla base di accessi illegittimi, ai sensi del precedente comma, sono nulli.
Art. 7 – Modelli di dichiarazione e di comunicazione
1. Il funzionario responsabile dell’imposta o della tassa approva con propria determinazione i modelli di dichiarazione e di istruzione, per i quali non vi sono modelli ministeriali già adottati, curandone la redazione in modo che siano comprensibili anche ai contribuenti sforniti di specifiche conoscenze in materia tributaria.
2. Il funzionario responsabile dell’imposta o della tassa approva con propria determinazione i modelli delle comunicazioni, sostitutive delle dichiarazione previste dalla legge, attenendosi per quanto possibile ai modelli ministeriali delle corrispondenti dichiarazioni e curandone la redazione in modo che siano comprensibili anche ai contribuenti sforniti di specifiche conoscenze in materia tributaria.
3. I modelli di dichiarazione o comunicazione dei tributi comunali, completi delle relative istruzioni, sono messi a disposizione del contribuente almeno trenta giorni prima della scadenza del termine.
4. Sono in ogni caso valide a tutti gli effetti le comunicazioni presentate sui modelli ministeriali delle abolite dichiarazioni.
5. I modelli di pagamento dei tributi soggetti a versamento diretto devono essere approvati sulla base dei modelli ministeriali.
Art. 8 – Dichiarazioni e comunicazioni per via telematica
1. Le dichiarazioni e le comunicazioni inviate per via telematica sono valide a tutti gli effetti e si considerano presentate dal soggetto dichiarante, a condizione che lo stesso abbia indicato il codice fiscale ed i dati anagrafici in modo esatto.
2. Per le dichiarazioni e comunicazioni di cui al precedente comma, viene rilasciata ricevuta mediante invio di apposito messaggio all’atto della ricezione e, successivamente, a mezzo posta, viene inviata copia della dichiarazione o comunicazione presentata.
TITOLO III
Tutela della integrità patrimoniale

Art. 9 – Compensazione d’ufficio
1. Nel caso in cui, nel corso della attività di controllo, si accerti il diritto ad un rimborso e nel contempo si accerti l’esistenza di un debito per periodi diversi del medesimo tributo, l’ufficio procede alla compensazione di tali somme, avvisando il contribuente per la parte a debito eventualmente eccedente la compensazione.
2. La compensazione si effettua indistintamente per somme dovute a titolo di imposta o tassa, sanzioni ed interessi.
3. L’avviso di liquidazione o di accertamento deve, in ogni caso, contenere l’intero imponibile oggetto dell’avviso medesimo, unitamente al calcolo della compensazione effettuata.
Art. 10 – Compensazione a richiesta del contribuente
1) Il contribuente può richiedere di estinguere parzialmente o totalmente una obbligazione tributaria utilizzando il diritto al rimborso per il medesimo tributo comunale. A tal fine il contribuente deve indicare nella domanda di rimborso :
a) il credito che si intende utilizzare per la compensazione, distinguendo tra somme a titolo di imposta o tassa e somme a titolo di sanzioni o interessi;
b) il tributo che si intende estinguere totalmente o parzialmente mediante compensazione;
c) le annualità od i periodi dei tributi di cui alle precedenti lettere a) e b);
d)la scadenza entro cui si effettua la compensazione, se si tratta di versamento diretto.
Art. 11 – Modalità di compensazione
1. L’ufficio, verificato il diritto al rimborso, controlla l’esattezza dei calcoli effettuati nella domanda di compensazione, ne corregge gli eventuali errori ed informa il contribuente in ordine all’esito della richiesta.
2. Il contribuente, ricevuto l’avviso di cui al precedente comma, procede alla compensazione nel caso la stessa sia richiesta per tributo soggetto a versamento diretto.
3. Nel caso di compensazione di tributo riscosso mediante ruolo, l’ufficio provvede a compensare gli importi da iscrivere a ruolo, con esclusione degli interessi, dandone avviso al contribuente.
Art. 12 – Accollo e fideiussioni
1. E’ ammesso l’accollo del debito di imposta altrui senza liberazione del contribuente originario.
2. Il Comune è tenuto a rimborsare il costo delle fideiussioni che il contribuente ha dovuto richiedere per ottenere la sospensione del pagamento o la rateizzazione o il rimborso di tributi. Il rimborso va effettuato quando sia stato definitivamente accertato che il tributo non era dovuto o era dovuto in misura minore rispetto a quella accertata.
TITOLO IV
Diritto all’informazione

Art. 13 – Conoscenza degli atti
1. Il Comune assicura la effettiva conoscenza da parte del contribuente degli atti a lui destinati, mediante raccomandata con ricevuta di ritorno, con busta riportante la dicitura “Riservata personale”, o mediante notificazione a mezzo dei messi comunali, con modalità idonee a garantire che il contenuto non sia conosciuto da soggetti diversi dal destinatario.
2. Gli atti vengono comunicati al luogo di effettivo domicilio del contribuente, quale risulta dalle informazioni in possesso del comune, ovvero nel luogo ove il contribuente ha eletto domicilio speciale ai fini dello specifico procedimento cui si riferiscono gli atti da comunicare.
3. Il Comune informa il contribuente in ordine ad ogni fatto o circostanza a sua conoscenza dai quali possa derivare il mancato riconoscimento di un credito ovvero l’irrogazione di una sanzione, richiedendogli di integrare o correggere gli atti prodotti che impediscono il riconoscimento, seppure parziale, di un credito.
Art. 14 – Regolamenti e tariffe
1. Il Comune assume tutte le iniziative necessarie a garantire la completa ed agevole informazione in ordine alle disposizioni tributarie comunali, mettendo a disposizione gratuita dei contribuenti i testi dei regolamenti e delle deliberazioni di approvazione delle tariffe e delle aliquota di imposta presso gli uffici comunali, senza il pagamento di alcun diritto o spesa .
Art. 15 – Informazioni legislative
1. Il Comune assume le iniziative necessarie per consentire la conoscenza delle disposizioni legislative in materia di tributi comunali, relativamente alle obbligazioni a carico dei contribuenti e mettendone i testi a disposizione degli stessi presso l’ufficio tributi del comune.
Art. 16 – Diritto all’accesso
1. Il contribuente ha diritto di accedere gratuitamente alle informazioni in possesso dell’amministrazione in ordine alla sua posizione tributaria.
2. Il Comune adotta le iniziative necessarie per consentire al contribuente di conoscere le informazioni in possesso del Comune, che lo riguardano con riferimento ad una fattispecie impositiva, nel rispetto della tutela della riservatezza personale e della sicurezza della banca dati.
Art. 17 – Garante del contribuente
1. Fermo restando l’esercizio delle funzioni che sono demandate al garante del contribuente, così come previsto dall’articolo 13 della legge n. 212 del 27.7.2000, il Comune può demandare l’esercizio di tali funzioni , per i tributi di cui è soggetto attivo, al difensore civico.
TITOLO V
Disciplina delle entrate

Art. 18 – Definizione delle entrate
1. Costituiscono entrate tributarie quelle derivanti dall’applicazione di leggi dello Stato, le quali, in attuazione della riserva dell’art. 23 della Costituzione, individuano i tributi di pertinenza del Comune, le fattispecie imponibili, i soggetti passivi e le aliquote massime con esclusione dei trasferimenti di quote di tributi erariali, regionali e provinciali.
2. Costituiscono entrate di natura patrimoniale tutte quelle che non rientrano nel precedente comma 1, quali canoni e proventi per l’uso e il godimento di beni comunali, corrispettivi e tariffe per la fornitura di beni e per la prestazione di servizi, ed, in genere, ogni altra risorsa la cui titolarità spetta al Comune.
Art. 19 -Regolamentazione delle entrate
1. Per ciascun tipo di entrata il Comune è tenuto ad adottare, entro il termine di approvazione del bilancio annuale di previsione, un apposito Regolamento informato ai criteri generali stabiliti nel presente atto. Tale regolamento avrà efficacia dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di approvazione.
2. I Regolamenti adottati per la disciplina delle entrate tributarie debbono essere trasmessi al Ministero delle Finanze, unitamente alla relativa delibera di approvazione, entro trenta giorni dalla data in cui sono divenuti esecutivi ed entro lo stesso termine sono resi pubblici mediante avviso su Gazzetta Ufficiale.
3. Ove non venga adottato nei termini il Regolamento di cui al comma 1, e per quanto non regolamentato, si applicano le disposizioni di legge vigenti.
Art. 20 – Determinazione delle aliquote, dei canoni, delle tariffe
1. Le aliquote dei tributi sono determinate con apposita delibera della Giunta Comunale entro i limiti stabiliti dalla legge per ciascuno di essi e nei termini previsti per l’approvazione del bilancio, in misura tale da consentire il raggiungimento dell’equilibrio economico di bilancio ed, a tal fine, possono essere variate in aumento o in diminuzione per ciascuna annualità, ove ciò si renda necessario nel rispetto dei suddetti termini temporali.
2. I canoni per l’utilizzo del patrimonio comunale vengono fissati con apposita delibera della Giunta Comunale entro i termini di approvazione del bilancio, in modo che venga raggiunto il miglior risultato economico, nel rispetto dei valori di mercato. Deve altresì essere assicurato l’adeguamento periodico in relazione alle variazioni di detti valori.
3. Le tariffe ed i corrispettivi per la fornitura di beni e per prestazioni di servizi vengono determinati con apposita delibera entro i termini di approvazione del bilancio, in conformità ai parametri forniti dalle singole disposizioni di legge, ove esistano, e, comunque, in modo che con il gettito venga assicurata la copertura dei costi del servizio cui si riferiscono.
Art. 21 – Forme di gestione delle entrate
1. Il Consiglio Comunale determina la forma di gestione delle entrate singolarmente per ciascuna di esse o cumulativamente per due o più categorie di entrate per le attività, anche disgiunte, di liquidazione, accertamento e riscossione, scegliendo tra una delle seguenti forme previste dall’art. 52 del D.Lgs. 15/12/1997, n. 446:
a) gestione diretta in economia, anche in associazione con altri enti locali;
b) affidamento mediante convenzione ad azienda speciale ;
c) affidamento mediante convenzione a società per azioni o a responsabilità limitata, a prevalente capitale pubblico locale, ;
d) affidamento in concessione mediante procedura di gara ai concessionari di cui al D.P.R. 28/01/1988, n. 43, o ai soggetti iscritti nell’albo di cui all’art. 53 del D.Lgs. 15/12/1997, n. 446.
2. La forma di gestione prescelta per le entrate deve rispondere ai criteri di maggiore economicità, funzionalità, regolarità, efficienza e fruizione per i cittadini in condizioni di eguaglianza.
3. Le valutazioni per la scelta della forma di gestione indicate nel precedente comma 2 dovranno tenere conto dell’apposita documentata relazione del Responsabile del settore entrate, contenente il dettagliato piano economico riferito ad ogni singola tipologia di entrata, con configurazione della struttura organizzativa ottimale e dei relativi costi e con previsione dei possibili margini riservati al gestore nel caso di affidamento a terzi. Debbono, altresì, essere stabilite opportune forme di controllo circa il raggiungimento degli obiettivi previsti dalla gestione prescelta.
4. L’affidamento della gestione a terzi, che non deve comportare oneri aggiuntivi per il contribuente, può essere rinnovato ai sensi e per gli effetti dell’art. 44, comma 1, della Legge 24/12/1994, n. 724.
5. E’ esclusa ogni partecipazione diretta degli amministratori del Comune e loro parenti ed affini entro il quarto grado negli organi di gestione delle aziende nonché delle società miste costituite o partecipate.
Art. 22 – Soggetti responsabili delle entrate
1. Sono responsabili delle singole entrate del Comune i funzionari dei singoli settori ai quali le stesse risultano affidate nel piano esecutivo di gestione.
2. Il funzionario responsabile cura tutte le operazioni utili all’acquisizione delle entrate compresa l’attività istruttoria di controllo e verifica nonchè l’attività di liquidazione, di accertamento e sanzionatoria. Lo stesso appone il visto di esecutività sui ruoli per la riscossione dei tributi e delle altre entrate salvo quando il servizio sia affidato a terzi.
3. Qualora sia deliberato di affidare ai soggetti di cui all’art. 52, comma 5, lettera b) del D. Lgs. 15/12/1997, n. 446, anche disgiuntamente, la liquidazione, l’accertamento e la riscossione dei tributi e di tutte le altre entrate, i suddetti soggetti debbono intendersi responsabili dei singoli servizi e delle attività connesse.
Art. 23 – Attività di verifica e di controllo
1. I responsabili di ciascuna entrata sono obbligati a provvedere al controllo di versamenti, dichiarazioni, denunce, comunicazioni e, in generale, di tutti gli adempimenti stabiliti a carico del contribuente o dell’utente, e del rispetto di tutte le norme di legge e di regolamento che disciplinano le singole entrate.
2. Nell’esercizio dell’attività istruttoria trovano applicazione i principi stabiliti dalla legge 07/08/1990, n. 241, con esclusione delle norme di cui agli artt. da 7 a 13.
3. In particolare, il funzionario responsabile deve evitare ogni spreco nell’utilizzazione dei mezzi in dotazione, utilizzando in modo razionale risorse umane e materiali e semplificando le procedure nell’intento di ottimizzare i risultati.
4. Prima di emettere il provvedimento sanzionatorio, il funzionario – quando non sussistano prove certe dell’inadempienza (anche se suscettibili di prova contraria) -
può invitare il contribuente a fornire chiarimenti, adeguandosi, nelle forme, a quanto eventualmente previsto nella disciplina di legge o regolamentare relativa a ciascuna entrata, prima di emettere un provvedimento accertativo sanzionatorio.
5. I controlli vengono effettuati sulla base dei criteri individuati dalla Giunta Comunale in sede di approvazione del piano esecutivo di gestione, ovvero con delibera successiva nella quale venga dato atto che le risorse assegnate risultino congrue rispetto agli obiettivi da raggiungere in relazione all’attività in argomento.
Art. 24 – Attività di liquidazione delle entrate tributarie o patrimoniali
1. L’attività di liquidazione delle entrate tributarie e patrimoniali dovrà svolgersi da parte del Comune nella piena osservanza dei principi di semplificazione, pubblicità e trasparenza per il cittadino con la pubblicazione presso l’ufficio preposto delle tariffe, delle aliquote, dei canoni, dei prezzi pubblici e dei relativi criteri e modalità di computo riferiti a ciascun tributo, entrata o servizio.
Presso l’ufficio competente potrà, altresì, essere istituito un apposito sportello abilitato a fornire ai cittadini tutte le informazioni e i chiarimenti necessari relativamente alle entrate liquidate.
2. Per le entrate tributarie per le quali vige l’obbligo dell’autoliquidazione sarà cura del Comune comunicare i termini e le modalità degli adempimenti previsti negli appositi regolamenti.
3. Per le entrate tributarie per le quali sia previsto, per legge, il provvedimento di liquidazione, questo dovrà avere necessariamente la forma scritta, con l’ indicazione di tutti gli elementi utili al destinatario ai fini dell’esatta individuazione del debito. L’atto, a pena di nullità, dovrà essere notificato tramite Messo Comunale o attraverso raccomandata postale con avviso di ricevimento.
4. Per le entrate patrimoniali sarà cura del Comune determinare i termini e le modalità degli adempimenti connessi specificandole negli appositi regolamenti.
Art. 25 – Attività di accertamento e rettifica delle entrate tributarie e patrimoniali
1. L’attività di accertamento e di rettifica delle entrate tributarie è svolta dal Comune, a mezzo dei funzionari all’uopo incaricati, nel rispetto dei termini di decadenza o di prescrizione indicati nelle norme che disciplinano i singoli tributi. Deve essere notificato al contribuente apposito atto nel quale debbono essere chiaramente indicati tutti gli elementi che costituiscono il presupposto di imposta, il periodo di riferimento, l’aliquota applicata, l’importo dovuto, il termine e le modalità per il pagamento, il termine e l’autorità per l’eventuale impugnativa.
2. La richiesta al cittadino di importi di natura non tributaria per i quali, a seguito dell’attività di controllo di cui all’art. 7, risulti che sia stato omesso totalmente o parzialmente il pagamento, deve avvenire mediante notifica di apposito atto nel quale debbono chiaramente essere indicati tutti gli elementi utili per l’esatta individuazione del debito, il periodo di riferimento, le modalità ed il termine per il versamento.
3. L’atto di accertamento o di liquidazione di cui ai commi precedenti deve essere notificato al contribuente-utente tramite il Messo Comunale o attraverso raccomandata postale con avviso di ricevimento.
4. Le attività di accertamento e di recupero delle somme dovute, sia di natura tributaria che patrimoniale, nel caso di affidamento in concessione a terzi del servizio, sono svolte dal concessionario con le modalità indicate nel disciplinare che regola i rapporti tra il Comune e tale soggetto.
Art. 26 – Sanzioni
1.Le sanzioni relative alle entrate tributarie comunali vengono applicate secondo i seguenti criteri:
- applicazione della sanzione nel massimo previsto dalla legge in caso di omessa presentazione della dichiarazione o denuncia,
- applicazione della sanzione in misura intermedia tra il minimo ed il massimo previsto dalla legge in caso di presentazione di dichiarazione o denuncia infedele,
- applicazione della sanzione del minimo stabilito dalla legge in caso di violazioni non suscettibili di ridondare sulla determinazione del tributo ( errori c.d. formali presenti nella denuncia),
- applicazione della sanzione in misura superiore al minimo in caso di mancata esibizione o trasmissione di atti e documenti, di restituzione di questionari o di loro mancata, incompleta, infedele compilazione ed , in genere, per ogni adempimento a fronte di richiesta legittimamente formulata dal Comune.
2. L’entità delle sanzioni per le diverse fattispecie di violazione vengono determinate periodicamente dalla Giunta Comunale secondo i predetti criteri.
3. Le sanzioni sono irrogate con provvedimento del funzionario responsabile di cui all’art. 22.
Art. 27 – Tutela giudiziaria
1. Ai fini dello svolgimento delle procedure contenziose in materia di entrate tributarie, ai sensi del D.Lgs. 31/12/1992, n. 546, il funzionario responsabile del Comune o il concessionario di cui all’ art. 52, co. 5, lett. b), del D.Lgs. 15/12/1997, n. 446, è abilitato alla rappresentanza dell’ente ed a stare in giudizio anche senza difensore.
2. Ai fini dello svolgimento dell’attività giudiziaria in materia di entrate patrimoniali, il Comune od il concessionario di cui all’art. 52 del D.Lgs. 15/12/1997, n. 446, debbono farsi assistere da un professionista abilitato.
3. Nel caso in cui il Comune decida di avvalersi per la rappresentanza e l’assistenza in giudizio di un professionista abilitato, stipulando con lo stesso apposita convenzione, dovranno applicarsi i tariffari minimi di legge.
TITOLO VI
Procedimento tributario

Art. 28 – Requisiti degli atti tributari
1. Gli atti di liquidazione e di accertamento devono essere motivati in relazione ai presupposti di fatto e alle ragioni giuridiche che li hanno determinati. Se la motivazione fa riferimento ad un altro atto non conosciuto né ricevuto dal contribuente, questo deve essere allegato all’atto che lo richiama, salvo che quest’ultimo non ne riproduca il contenuto essenziale.
2. Gli atti di cui al primo comma devono contenere:
a) Il nominativo del funzionario che ha curato la pratica e presso il quale è possibile ottenere informazioni complete telefonicamente o via posta elettronica;
b) L’indicazione del responsabile presso il quale è possibile promuovere un riesame anche nel merito dell’atto in sede di autotutela;
c) Le modalità, il termine, l’organo giurisdizionale o l’autorità amministrativa cui è possibile ricorrere in caso di atti impugnabili.
3. Non si allegano atti catastali agli avvisi di liquidazione e di accertamento dell’imposta comunale sugli immobili che riportino le seguenti informazioni:
a) data della messa agli atti;
b) identificativi della unità immobiliare urbana e l’indirizzo della medesima;
c) consistenza attribuita,
d) ammontare della rendita.
4. Gli atti di liquidazione e di accertamento sono redatti dal funzionario responsabile dell’imposta o della tassa nel rispetto del principio di chiarezza e motivazione degli atti tributari.
Art. 29 – Forme di riscossione volontaria
1. La riscossione volontaria delle entrate deve essere conforme alle disposizioni contenute nel Regolamento di contabilità del Comune.
2. I regolamenti disciplinanti le singole entrate tributarie e patrimoniali debbono singolarmente prevederne le modalità di versamento che, in ogni caso, saranno ispirate a criteri di economicità, praticità e comodità di riscossione identificabili, per esempio, nel versamento diretto, o tramite conto corrente postale riferito ad ogni singola entrata o con sistemi di accredito elettronico e simili.
3. Qualora la modalità di riscossione dei tributi non sia prestabilita da norme di legge vincolanti, o assegnata espressamente a concessionario, il comune procederà a determinare la forma più idonea , nel rispetto dei principi dei precedenti commi.
Art. 30 – Forme di riscossione coattiva
1. La riscossione coattiva dei tributi e delle altre entrate avviene attraverso le procedure previste con i regolamenti delle singole entrate nelle forme di cui alle disposizioni contenute nel R.D. 14/04/1910, n. 639, o con le procedure previste con D.P.R. 29/09/1973, n. 602, modificato con D.P.R. 28/01/1988, n. 43.
2. Resta impregiudicata, per le entrate patrimoniali, la possibilità di recuperare il credito mediante ricorso al giudice ordinario, purché il funzionario responsabile giustifichi con idonea motivazione l’opportunità e convenienza economica di tale procedura.
3. E’ attribuita al funzionario responsabile o al soggetto di cui all’art. 52, comma 5, lett. b) del D.Lgs. 15/12/1997, n. 446, la firma dell’ingiunzione per la riscossione coattiva delle entrate ai sensi del R.D. 14/04/1910, n. 639. Per le entrate per le quali la legge preveda la riscossione coattiva con la procedura di cui al D.P.R. 29/09/1973, n. 602, modificato con D.P.R. 28/01/1988, n. 43, le attività necessarie alla riscossione competono al funzionario responsabile o al soggetto di cui all’art. 52, co. 5, lett. b) D.Lgs. 15/12/1997, n. 446. I ruoli vengono compilati sulla base di minute predisposte dai singoli Servizi che gestiscono le diverse entrate e corredate da documentazione comprovante il titolo per la riscossione.
4. E’ stabilito in £. 20.000 il limite al di sotto del quale non si procede al recupero coattivo delle somme non versate, ed al rimborso da parte del Comune delle stesse.
Art. 31 – Autotutela
1. Il Comune, con provvedimento del funzionario responsabile del servizio al quale compete la gestione dell’entrata, o i soggetti di cui all’art. 52, co. 5, lett. b) del D.Lgs. 15/12/1997, n. 446, possono annullare totalmente o parzialmente l’atto ritenuto illegittimo nei limiti e con le modalità di cui ai commi seguenti.
2. In pendenza di giudizio l’annullamento deve essere preceduto dall’analisi dei seguenti fattori:
a) grado di probabilità di soccombenza dell’amministrazione;
b) valore della lite;
c) costo della difesa;
d) costo derivante da inutili carichi di lavoro.
3. Anche qualora il provvedimento sia divenuto definitivo, il funzionario procede all’annullamento del medesimo nei casi di palese illegittimità dell’atto o di evidente errore materiale nello stesso contenuto, e, in particolare, nelle ipotesi di:
a) doppia imposizione;
b) errore di persona;
c) prova di pagamenti regolarmente eseguiti;
d) errore di calcolo nella liquidazione dell’imposta;
e) sussistenza dei requisiti per la fruizione di regimi agevolativi.
Art. 32 – Accertamento con adesione
1. Si applicano per le entrate tributarie, in quanto compatibili, le norme dettate con D.Lgs. 19/06/1997, n. 218, in materia di accertamento con adesione per i tributi erariali la cui estensione ai tributi locali è stabilita per effetto della L. 27/12/1997, n. 449, art. 50.
Art. 33 – Accertamento con adesione su iniziativa dell’Ufficio
1. L’Ufficio, prima della notifica dell’avviso di accertamento, può invitare il contribuente, anche a mezzo del servizio postale, a comparire per una eventuale definizione del rapporto tributario, mediante applicazione dell’istituto dell’accertamento con adesione.
2. La partecipazione del contribuente al procedimento non è obbligatoria e non pregiudica la facoltà del contribuente di richiederne l’applicazione dopo la notifica dell’avviso di accertamento.
Art. 34 – Accertamento con adesione su iniziativa del contribuente.
1. Il contribuente al quale sia stato notificato avviso di accertamento può formulare all’Ufficio, anteriormente alla eventuale impugnativa dell’atto, istanza, in carta libera, di addivenire all’adesione dell’accertamento, indicando il proprio recapito, anche telefonico.
2.Il termine per la proposizione del ricorso è sospeso per un periodo di 90 giorni, decorrenti dalla data di presentazione dell’istanza.
3. Entro 15 giorni dalla ricezione dell’istanza, l’Ufficio, anche telefonicamente, formula al contribuente l’invito a comparire.
4. Il contribuente è tenuto a comparire nel giorno fissato dall’Ufficio. La mancata comparizione del contribuente comporta la rinuncia dello stesso alla definizione dell’atto mediante l’applicazione del presente istituto.
5. Qualora la natura dell’obbligazione tributaria non renda legittima l’applicazione dell’istituto, il funzionario responsabile del tributo è tenuto a darne motivata comunicazione al contribuente. Dalla data di notifica del provvedimento di rigetto riprendono a decorrere i termini per la proposizione del ricorso da parte del contribuente.
Art. 35 – Definizione mediante accertamento con adesione
1. La definizione della base imponibile è effettuata dal funzionario responsabile del tributo in accordo con il contribuente. Le direttive sono impartite al predetto funzionario dalla Giunta Comunale.
2.La determinazione delle sanzioni, la quantificazione degli interessi, la rateizzazione dell’importo complessivamente dovuto dal contribuente e delle conseguenti garanzie che il contribuente è tenuto a produrre sono disciplinate dalle norme contenute nel decreto legislativo n. 218 del 1997 al quale si fa rinvio.
3. Copia dell’atto di accertamento con adesione, debitamente sottoscritto dalle parti, è rilasciata a cura del funzionario responsabile del tributo al contribuente o al suo rappresentante.
Art. 36 – Adesione agli atti di imposizione
1.Nei casi in cui risulterebbe applicabile l’istituto dell’accertamento con adesione, l’acquiescenza degli avvisi di accertamento da parte del contribuente comporta l’applicazione dei benefici previsti dall’art. 15 del D.Lgs. n. 218 del 1997.
2.Qualora la natura del rapporto non renda applicabile il presente istituto, il funzionario responsabile del tributo è tenuto a darne motivata comunicazione al contribuente che abbia fatto formale richiesta all’Ufficio per la relativa applicazione.
Art. 37 – Ricorso amministrativo.
Avverso gli atti tributari è ammesso il ricorso agli organi della giustizia amministrativa per motivi inerenti alla sola legittimità degli atti e del procedimento.
Art. 38 – Controlli
I controlli finalizzati al recupero dell’evasione tributaria e le operazioni di liquidazione ed accertamento sono effettuati sulla base dei criteri annualmente stabiliti dalla Giunta Comunale, sulla base della capacità operativa dell’ufficio.
Art. 39 – Diritto di interpello
1. Ciascun contribuente può inoltrare per iscritto al funzionario responsabile dell’imposta o della tassa o, in assenza, al dirigente responsabile dei tributi, specifiche istanze di interpello concernenti l’applicazione delle disposizioni tributarie comunali a casi concreti e personali qualora vi sia incertezza sulla corretta interpretazione delle disposizioni stesse. Nella istanza di interpello va indicata la interpretazione che il contribuente ritiene più appropriata al suo caso.
2. Il funzionario responsabile dell’imposta o della tassa o, in assenza, il dirigente responsabile dei tributi risponde per iscritto entro 90 giorni. Tale risposta è per il Comune vincolante, con esclusivo riferimento all’istanza di interpello e limitatamente al richiedente.
3. In caso di mancata risposta entro il termine di 120 giorni, salvo interruzione del termine per richiesta di chiarimenti, si intende accolta la interpretazione proposta dal contribuente nella istanza di interpello e non possono essere irrogate sanzioni.
4. Qualsiasi atto emanato in difformità dalla risposta data all’interpello è nullo.
5. Per le questioni di massima complessità, il Comune può incaricare un professionista esterno che fornisca al funzionario responsabile del tributo un concreto ausilio per rispondere alle istanze di interpello.
Art. 40 – Entrata in vigore
1. Il presente Regolamento entra in vigore il 1° gennaio 2002.